venerdì , 22 settembre 2017

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Il servizio formazione autonomia a Milano

Funzionamento:

Giorni di apertura: 47 settimane per 11 mesi (i giorni di chiusura straordinaria per festività o ponti vengono comunicati all’inizio di ogni anno solare al servizio comunale referente e alle famiglie).

Le riunioni dell’èquipe educativa non comportano chiusure del servizio.

 

Ore di funzionamento giornaliero:

lunedì            chiusura

martedì          dalle 9,00 alle 17,00

mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9,00 alle 13,00

 

Accoglienza al centro: dalle 9.00 alle 9.30

Attività: dalle 9.30 alle 13,00

 

Programma e attività:

  • attività sul territorio
  • percorsi socializzanti
  • attività legate al potenziamento delle abilità informatiche e di quelle necessarie per svolgere piccole mansioni di ufficio e/o segreteria
  • attività legate al potenziamento e/o mantenimento delle abilità domestiche
  • esperienze di socializzazione (anche attraverso forme di comunicazione alternativa, quali la fotografia e la pittura)
  • laboratorio di teatro
  • laboratorio di musica
  • corso di acquaticità e di Judo

Rapporto educativo: 1:7  (nei percorsi socializzanti è previsto anche un rapporto educativo di 1:2)

 

PERSONALE

 Di coordinamento

  • Coordinatrice di servizio con mansioni anche burocratiche/amministrative, in collaborazione con le figure di riferimento esterne

Figure professionali del servizio

  • Educatrice professionale
  • Tecnico responsabile laboratorio teatrale
  • Musicoterapisti
  • Tecnico delle attività psicomotoria

Specialisti del servizio

  • Psicologo
  • Psicopedagogista
  • Neuropsichiatra

Addetto ai servizi ausiliari e generali

  • Pulizie

 

METODOLOGIA DI LAVORO

 Lavoro in equipe

L’equipe multidisciplinare (coordinatore di servizio, educatori e tecnici) attraverso riunioni periodiche formula progetti educativi e ne verifica l’andamento.

 

Progetti educativi individualizzati

È il piano che l’equipe multidisciplinare elabora per ogni ospite. Il progetto deve tenere conto dei diversi bisogni del singolo, deve individuare gli strumenti e le tecniche adatte per il raggiungimento degli obiettivi con l’attenzione a osservare i cambiamenti e la dinamica evolutiva dell’ospite.

 

Attività sul territorio

Lo sfa di Milano è ubicato in zona 6, nel centro della vecchia Barona: un quartiere popolare che nasce come quartiere operaio; dagli anni ottanta ha assistito ad una progressiva riduzione e chiusura di molti stabilimenti industriali, che oggi, riqualificati, anche attraverso il recupero e la valorizzazione della parte storica, lasciano spazio a poli universitari, medici, di ricerca, direzionali o culturali.

Ad esempio, la trasformazione di una grande area industriale dismessa in Via Zumbini, ha dato origine al Villaggio Barona: un complesso di servizi di assistenza, residenza sociale e di attività commerciali e artigianali, con un’attenzione particolare ad anziani, portatori di handicap o giovani disagiati, famiglie , anche straniere, in difficoltà.

La sede dello sfa da Maggio è ubicata in Via Ettore Ponti 13, proprio all’interno del Villaggio Barona; lo scopo di essere integrati totalmente nel Villaggio è quello di vivere inseriti in un tessuto sociale, più sensibile al disagio, che però, non preclude al singolo la possibilità di vivere una serie di esperienze in normali contesti di vita quotidiana.

 

Infatti, l’integrazione sociale è uno degli elementi cardine di ogni progetto educativo e  si concretizza attraverso l’espressione e l’auto realizzazione di ognuno non solo all’interno, ma soprattutto sul territorio, per arrivare ad integrarsi attivamente nella rete dei servizi presenti.

 

In particolare, è molto attiva la collaborazione con un’altra realtà presente sul territorio il Laboratorio Arcobaleno: alcuni dei nostri ospiti partecipano, sempre secondo il PEI, ad attività organizzate (laboratorio di informatica, laboratorio di creta, laboratorio ergo terapico, di panificazione e/o cucina) da loro e, al contrario, alcuni dei loro ospiti partecipano ad alcuni dei nostri laboratori.

Si è creato un clima di “amicizia”, sia tra i ragazzi che educatori, operatori e volontari.

Le modalità di intervento prevedono

  1. percorsi socializzanti,

 

esterni: attività “semi lavorative”, non retribuite, presso servizi della zona di appartenenza del servizio, quali ad esempio

  • la Biblioteca Comunale Fra’ Cristoforo
  • il Bar Tabacchi Scaramuzzo,
  • la Libreria Mondadori del Villaggio Barona,
  • il negozio dell’usato Vintage al Villaggio Barona
  • Gingilla un negozio di abbigliamento sempre al villaggio Barona,
  • Punti e Croce, un laboratorio di taglio e cucito, organizzato dalla Croce Rossa Italiana..

 

interni: piccole mansioni di ufficio (fotocopie, archiviazione, piccoli calcoli, riordino degli scontrini)

  1. commissioni in posta, in banca, spesa al supermercato
  2. laboratori strutturati, come ad esempio

 

LABORATORIO COSTRUZIONE STRUMENTI MUSICALI CON MATERIALI DI RICICLO

Il laboratorio costruzione strumenti musicali con materiali di riciclo è un percorso tecnico-artistico-creativo con diverse finalità. Durante questo percorso l’utente viene a contatto con nozioni di:

teoria musicale, acustica, falegnameria, guida all’ascolto, sviluppo creativo, musica d’insieme, coscienza dell’ambiente.

Il lavoro è diviso in varie fasi che sono perlopiù conseguenti.

 

LABORATORIO DI TEATRO

Questo laboratorio, sempre tenuto e organizzato da un vero e proprio attore, è stato finalizzato all’acquisizione della sicurezza personale, all’espressione vocale (alzare la voce può aiutare a vincere la timidezza), al potenziamento della memoria, alla coordinazione dei movimenti del proprio corpo che diventa così strumento di comunicazione.

Il laboratorio si è rivelato una esperienza  positiva per tutti i partecipanti, sia perché ulteriore occasione di socializzazione, sia perché lo spettacolo di fine anno, è stato occasione di grande gratificazione personale.

 

  1. attività sul territorio

indispensabili per potenziare i margini di recupero, mantenere o valorizzare le abilità operative e cognitive, potenziare o mantenere il livello generale di autonomia acquisito, sempre attraverso l’acquisizione di competenze comunicative adeguate, l’affermazione della propria responsabilità e adultità

costante monitoraggio da parte delle educatrici per permettere l’ottimizzazione del progetto educativo individuale.

Tutti gli interventi educativi, previsti e strutturati con il progetto educativo individuale, si declinano in maniera differente a seconda delle specifiche caratteristiche di ogni singolo ospite (patologia, storia pregressa, capacità di adattamento, bisogni, abilità, contesto familiare, ecc…).

Grazie all’apertura, alla disponibilità e alla collaborazione delle diverse realtà, altre dallo SFA, le persone coinvolte nel progetto hanno instaurato rapporti che spesso vanno oltre le ore destinate al percorso socializzante, poiché hanno trovato un ambiente amico, in cui sentirsi sempre benvoluti e in cui  riuscire a spendere le proprie abilità, acquisite e rafforzate nel percorso formativo verso l’autonomia, senza paure o ansie.

La creazione di questi rapporti costruttivi sul territorio di appartenenza dello SFA si è basato su un iniziale lavoro assai delicato e complesso, ma tipico di un percorso formativo all’autonomia, legato anche all’acquisizione di competenze comunicative adeguate, all’apprendimento di tecniche difensive, all’affermazione della propria responsabilità e adultità, alla creazione di spazi di autentica integrazione, richiedendo la ricerca e la valorizzazione di tutte quelle abilità legate all’essere persona più che al suo saper fare.

 

RAPPORTI CON LE FAMIGLIE

I familiari degli ospiti inseriti vengono informati in ordine ai programmi stabiliti per l’anno in corso.

I rapporti tra la coordinatrice di servizio, l’educatrice e le famiglie degli ospiti SFA sono improntati e caratterizzati dalla convinzione che per ottimizzare il progetto sia indispensabile una collaborazione continua.

Collaborazione che si traduce

  • nella condivisione del progetto (la famiglia all’inizio dell’anno solare viene contattata per la lettura del PEI e delle attività settimanali strutturate per il figlio e per la firma dello stesso)
  • nell’informazione (in tempo reale) di eventuali problematiche riscontrate  durante la concretizzazione delle finalità del progetto educativo
  • nella disponibilità all’ascolto di insicurezze, dubbi, suggerimenti da parte della famiglia e alla discussione degli stessi
  • nell’ aiuto concreto nella prenotazione delle visite o nell’accompagnamento del ragazzo quando la famiglia ne sia impossibilitata
  • nel coinvolgimento a pizzate, feste, mercatini, inaugurazioni…

 

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