venerdì , 22 settembre 2017

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Il Centro Socio Educativo

IL CENTRO SOCIO EDUCATIVO (CSE) PIOLTELLO

 

Funzionamento:

Giorni di apertura: 47 settimane per 12 mesi (i giorni di chiusura straordinaria per festività o ponti vengono comunicati all’inizio di ogni anno solare al servizio comunale referente e alle famiglie).

L’èquipe settimanale viene fatta in orario di pranzo: gli ospiti sono sempre affiancati da tecnici o volontari; la programmazione, invece viene fatta su 10 mesi, l’ultimo venerdì del mese: la chiusura per la programmazione avviene sempre in accordo con i Comuni e le famiglie.

E’ pensato per 9 persone, è aperto  dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 16,00.

Rapporto operatore/ospite: 1:5 oppure 1:1 per particolari necessità dell’ospite.

Lo scopo è quello di svolgere una funzione socio-educativa, mirata a recuperare le capacità residue, per migliorare il livello interrelazionale e l’inserimento sociale.

Ritenendo che le persone con disabilità hanno esigenze molto differenziate, l’équipe educativa della cooperativa, ha da sempre adottato un piano di lavoro che consiste nel potenziare una rete di servizi e di interventi mirati in cui le persone in condizione di fragilità possano trovare la risposta più adeguata alle loro esigenze.

Inoltre, il Piano Socio Sanitario della Regione, riconosce le difficoltà che l’istituzionalizzazione può produrre nei soggetti più fragili e individua nella territorializzazione dei servizi e nel modello assistenziale a rete, caratterizzato da servizi complementari, la strada per favorire il più possibile, con il concorso della famiglia, una certa autonomia alla persona stessa. Tutto ciò anche in relazione all’approvazione delle linee di indirizzo per la definizione delle nuove unità di offerta dell’area socio-sanitaria per le persone con disabilità, arricchendo così la rete di servizi già esistenti, con soluzioni nuove sia residenziali che diurne.

Al Centro possono accedere adulti con disabilità di tipo psico-fisico  che posseggano capacità cognitive tali per cui l’inserimento in un CDD non è adatto (e nemmeno consigliato!), come pure un percorso preparatorio alla vita autonoma e per i quali non è possibile, per le condizioni del soggetto appunto o per mancanza di risposte in ambito territoriale, altra forma di inserimento sociale.

L’Obiettivo fondamentale è il benessere della persona (quello possibile), attraverso:

  • relazione positiva, alleanza, empatia
  • Partire da ciò che piace, da ciò che la persona sa fare
  • Importanza del rapporto terapeutico indiretto
  • Metodologia dell’animazione
  • Progettualizzazione dell’evoluzione e del positivo (far emergere le potenzialità) e la generalizzazione (allargare le capacità acquisite in ulteriori campi paralleli) delle capacità
  • Importanza essenziale dell’accordo tra educatori e operatori
  • Impostazione dell’équipe e dell’organizzazione interna della comunità
  • Rapporto strutturato e regolamentato con i familiari
  • Collaborazione organizzata e valorizzante degli obiettori
  • Collegamento con la rete di servizi territoriali e rapporto con il territorio

 

* L’impostazione metodologica é seguita dal dott. Diego Cominardi (Psicologo)

 

Attività proposte

  • Danzaterapia
  • Musicoterapia/animazione musicale
  • Laboratorio di mimiche attoriali
  • Preparazione di un musical
  • Laboratorio di botanica
  • Attività espressive
  • Pittura
  • Laboratorio artigianale per creazione bigiotteria, piccoli oggetti d’arredo, bomboniere…
  • Uscite sul territorio
  • Momenti di ascolto (l’argomento è scelto dagli ospiti, che scambiano liberamente le loro opinioni: l’educatore ha solo la funzione di supervisore).
  • Nei periodi estivi viene data la precedenza ad attività più ludiche e a contatto con la natura e gli animali (ad esempio nelle fattorie didattiche)

 

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